
Porta di San Francesco
Porta Sancti Francisci et Claves Cruciatae
Una porta, due chiavi, otto secoli. Nell’ottocentenario del Transito di Francesco, Incipit presenta l’opera realizzata con Lino Agnini e Alessandro Mutto, ispirata al portale del Santuario francescano di Greccio.
- Tecnica
- Fusione in bronzo a cera persa
- Base
- Legno di ulivo
- Dimensioni
- 49 × 28 × 7 cm, comprese chiavi e base

Il Volto della Misericordia
Il primo esemplare de Il Volto della Misericordia è stato consegnato e benedetto dalle mani di Papa Francesco in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia — Roma, Città del Vaticano A.D.MMXVII.
L'opera è stata realizzata in soli 70 esemplari + 7 PdA al mondo, in serie rigorosamente numerata e limitata. Il 70 è legato al numero della Misericordia: nella Bibbia Gesù dice a Pietro di perdonare "non solo 7 volte, ma fino a 70 volte 7" (dal Vangelo secondo Matteo, capitolo 18 versetto 21).
Ogni dettaglio dell'albero che avvolge il Cristo racconta una parabola. Alla base, la barca carica di uomini rappresenta i migranti: fragile, sovraccarica, umana — non trionfante. Poco distante, la figura a cavallo richiama il Buon Samaritano: non chiedersi "chi è il mio prossimo", ma "di chi mi faccio prossimo".
Nella parte inferiore, figure recluse dietro una grata raccontano la caduta e insieme la possibilità di redenzione. Il messaggio dell'opera è diretto: la misericordia non è teoria, è andare negli angoli più bui della società.
- Dimensioni
- H. 31 × L. 15 cm
- Base
- Marmo
- Anno
- 2017
- Tiratura
- Da 1 a 70 + 7 P.A. — totale 77
- Collezione
- Incipit SpA — Roma
- Fonderia
- BMN Arte, Verona

Porta di San Pietro
Porta Sancta et Claves Iubilaei Crucis
Un capolavoro sacro che incarna la solennità dell'Anno Santo. La Porta Sancta et Claves Iubilaei Crucis si erge a simbolo del Giubileo Pellegrini di Speranza A.D. MMXXV, nell'anno del quarto centenario della dedicazione della Basilica di San Pietro (1626–2026).
Sul fronte: i battenti della porta bronzea della Basilica di San Pietro sono sovrastati dalle due Chiavi del Giubileo incrociate, emblema dell'opera e simbolo di unione e pace. Sul retro: una croce solenne incorniciata con la "Mozzetta papale" in raso di seta bianco, con sigillo in ceralacca e il logo ufficiale del Giubileo.
Papa Francesco ha aperto la Porta Santa il 24 dicembre 2024, dando inizio al primo Giubileo del nuovo millennio. Papa Leone XIV l'ha richiusa il 6 gennaio 2026, annunciando che tornerà ad aprirsi nel 2033, nei duemila anni dalla morte e resurrezione di Cristo: resterà chiusa per sette anni.
L'opera è realizzata su autorizzazione della Fabbrica di San Pietro in Vaticano, con la tecnica della fusione a cera persa: dal bozzetto in gesso alla colata del bronzo a 1200°C, fino alla velatura finale di polvere d'oro.
- Tecnica
- Bassorilievo, fusione in bronzo a cera persa
- Base
- Travertino romano, come il colonnato del Bernini
- Dimensioni
- Bronzo 45×20 cm — base 3×30 cm
- Collezione
- Incipit SpA — Roma
- Fonderia
- Bri.Man.Arte, Verona
- Autorizzazione
- Fabbrica di San Pietro in Vaticano

Porta di Santa Maria Maggiore
Porta Sancta et Claves Cruciatae
La Porta di Santa Maria Maggiore raccoglie in una scultura il valore spirituale della Basilica Liberiana, che custodisce una delle quattro Porte Sante delle basiliche papali di Roma. Attraversare la soglia durante l'Anno Santo esprime il cammino verso la riconciliazione e la misericordia.
Sul fronte, la Vergine con il Bambino e Cristo emergono dai due grandi rilievi, circondati da scene narrative e stemmi pontifici. Le chiavi incrociate e i medaglioni completano la composizione: tra questi, l'immagine della Salus Populi Romani richiama l'icona mariana custodita nella basilica. Sul retro, una croce essenziale invita alla contemplazione.
Il riferimento è la Porta Santa bronzea di Luigi Enzo Mattei, benedetta da Giovanni Paolo II l'8 dicembre 2001. Il dialogo fra figure, luce e materia ne riprende il racconto della Salvezza, con Maria e Cristo al centro.
La fusione in bronzo a cera persa, la ripresa a cesello e la patinatura valorizzano la profondità dei rilievi. L'opera poggia su un basamento a gradoni, in un'alternanza di toni chiari e scuri che accompagna lo sguardo verso la porta e le chiavi.
- Opera
- Porta Sancta et Claves Cruciatae
- Basilica
- Santa Maria Maggiore, Roma
- Tecnica
- Fusione in bronzo a cera persa
- Finitura
- Cesello e patinatura
- Composizione
- Porta, chiavi incrociate e medaglioni
- Collezione
- Incipit SpA — Roma

La Resurrezione
Nella Resurrezione di Fazzini la materia racchiusa tende ad esplodere e a farsi forma. Cristo è il momento di questa tensione materica, la forma compiuta che diviene riconoscibile in forma umana e nello spirito.
Da qui l'eresia di Fazzini si ferma, si nega e si autodistrugge chiedendo a chi la osserva di intervenire prima che l'eresia della materia esploda. Il nostro occhio, che tende a guardare al centro, è condotto a guardare là dove si staglia la figura del Cristo.
La fotografia d'archivio ritrae il Maestro nel suo studio romano, al lavoro sul modello a grandezza naturale della Resurrezione — venti metri di materia in movimento, prima ancora di diventare bronzo. Accanto, il bozzetto a matita originale: il primo pensiero dell'opera, la stessa tensione che ritroviamo nel bronzo finito.
L'opera di Fazzini resta intimamente religiosa e metafisica, crescendo verso l'alto in cerca di luce, che si fa luce e si sviluppa libera per farsi immutabile dal principio di morte, convergendo sul Cristo e sulla sua vittoria della vita sulla morte.
- Titolo
- Resurrezione
- Misura
- 21 × 28 cm
- Tiratura
- 99 esemplari
- Tecnica
- Fusione a cera persa, bassorilievo in bronzo
- Base
- Scalinata in marmo di Carrara — Calacatta oro
Icone e devozionali
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